Geotermia

Le pompe di calore geotermiche utilizzano il sottosuolo come serbatoio di calore per condizionare termicamente gli ambienti interni di edifici sia in estate che in inverno. Nei mesi invernali il calore viene trasferito in superficie, viceversa in estate il calore in eccesso presente negli edifici viene restituito al terreno. A partire da 10 metri di profondità, la temperatura del terreno risulta presso-ché costante durante tutto l’anno. Oltre tale profondità la temperatura varia molto poco, aumenta di circa 3 °C ogni 100 metri. Mediamente a 100 ÷ 150 m di profondità si registrano temperature del terreno comprese tra 13 e 17°C. La temperatura del sottosuolo, quindi, risulta superiore ai valori medi invernali ed inferiore a quelli estivi della temperatura esterna. Questa differenza di temperatura tra il sottosuolo e l’ambiente esterno è alla base del funzionamento delle pompe di calore geotermiche che rilasciano o assorbono calore attraverso il liquido vettore (acqua con anticongelante - glicole) che circola nelle sonde geotermiche posizionate nel terreno. La pompa di calore necessita di energia elettrica per funzionare. In condizioni medie, per ogni kWh elettrico utilizzato si forniscono almeno 4 kWh termici. Oltre al riscaldamento invernale ed al condizionamento estivo degli edifici, lo stesso impianto geotermico produce anche acqua calda sanitaria. E’ importante sottolineare che questi tre impianti non vengono “affiancati” da quello geotermico, ma vengono completamente sostituiti da quest’ultimo.

Sotto le nostre case, insomma, c’è un serbatoio inesauribile di energia termica!